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ASSOCIAZIONE VINI E SALUMI NATURALI
Un’enoteca nel cuore di Milano
“Un locale naturale che ti fa sentire naturalmente a casa”
L’Associazione vini e salumi naturali è un’enoteca con cucina che ha saputo valorizzare l’artigianalità e distinguersi per l’originalità tra i locali chic milanesi. Immersa in un contesto urbano vivace, questa enoteca propone principalmente prodotti naturali, guadagnando una reputazione per la sua autenticità e qualità.
Ci troviamo in corso Garibaldi, precisamente nel cuore pulsate di Brera.
Qui, si respira il benvenuto accogliente della caratteristica atmosfera milanese. Vociare multiculturale, animi immersi se non persi nel digitale.
Brera si tinge di meravigliosi, delicati e tenui colori primaverili. Strade inebriate dal profumo di cucine casalinghe, pomodoro soffritto con olio e basilico, peperone arrostito, bistecca impanata con burro e salvia accompagnano il sorgere dei ricordi d’infanzia. Si intravedono dimore signorili incastonate tra vecchie mure che compongono ormai un pezzo di storia.
L’orecchio più vigile riconosce il delicato cinguettio dei petti rosso, capace di immergerti in un paradossale scenario naturale.
Associazione vini e salumi naturali si presenta da fuori con un’insegna lineare, minimalista.
Le vetrate invitano a sbirciare all’interno, dove il pavimento in legno e le travi a vista creano un’atmosfera calda, illuminata da faretti e candele sparse.
Saluto accogliente, collettivo, risonante. Scaffali zeppi di bottiglie di vino tappezzano le pareti del locale. Quasi come se le bottiglie potessero esprimersi e volessero accompagnare il tuo viaggio gastronomico dentro il calice.
Una lavagna aggiornata settimanalmente propone una varietà di vini e piatti interessanti. L’ambiente è pervaso da profumi rustici di crosta di pane, tartufo, mortadella e gorgonzola. Il servizio del vino è rigorosamente al tavolo con un assaggio di degustazione per la conferma.
Ogni visita all’Associazione Vini e Salumi Naturali è un viaggio alla scoperta di territori, vitigni, famiglie, contadini e artigiani.
Nella degustazione spesso ho preso un biglietto di sola andata per la Francia, tra Chablis Premier Cru del 2016 “Fourchaume”, che spicca per le sue note speziate, burrose, minerali. Un Crémant d’Alsace della maison Bernard Haas offre una consistenza spumosa e un gusto sapido, fruttato, croccante, mentre un orange wine di Riccardi Reale, si distingue per la sua astringenza gradevole e la sua freschezza elegante.
Ma uno più di tutti mi è rimasto impresso: un gamay del 2019 del Domaine Thomas River.
Incarna tutto il carattere e lo stile Beujolais. All’olfatto si presenta con esuberanza. Inizialmente con un profumo di mosto in fermentazione. Poi, sprigiona un sentore di prugna matura, violetta appassita, un lontano ma tangibile ricordo di lavanda, alla fine nocciola tostata. Il tannino è setoso, morbido, avvolgente. Un vino elegante, molto piacione, chiacchierone. Se hai tempo e voglia di ascoltarlo, sa comunicarti tanto. Se dovessi pensare a un vino naturale, un po’ imperfetto, visceralmente legato alla terra lo penserei così.
I bassi della musica in sottofondo accompagnano a ritmo i battiti cardiaci accelerati dallo scorrere del vino nel corpo, creando una bellissima melodia orchestrale.
Un volto gentile, timido, introverso dall’accento toscano ci offre un piatto di benvenuto con del pane e della coppa. Dopo aver spiegato che non mangiamo carne, ci ha sorpreso con un piattino di formaggi. È stata una coccola improvvisa, un ascolto proattivo. È stata sicuramente determinante nel come abbiamo vissuto l’esperienza.
Tuttavia, la mia deformazione professionale mi porta a non apprezzare i calici industriali e il menù su QR code, che preferirei fosse accompagnato da un menù cartaceo per riflettere meglio l’artigianalità del locale. Tra le enoteche e wine bar che ho visitato, questa realtà si distingue per la sua capacità di lasciare un’impressione autentica.
L’atmosfera che si respira da Associazione vini e salumi naturali va oltre la piacevolezza di bere un buon vino. È la sinergia di un insieme di elementi che hanno in comune una cosa: “ubriacare” il cliente di benessere.
